Lo Street Food Sbarca Alla Birreria Vecia Di Piovene

Lo Street Food Sbarca Alla Birreria Vecia Di Piovene

I panini della Birreria Vecia di Piovene abbracciano la linea dello street food di qualità nelle nuove proposte per la stagione in corso.

Tante le novità in listino che si affiancano agli storici panini che sono ormai entrati a far parte della tradizione del locale perché richiesti dai nostri clienti. Nel dettaglio restano ‘stabili‘ nel menù il nostro JoyStink panino con sfilacci di carne saporita, salse servito con le classiche patatine della Birreria e il Soya Burger dedicato a chi segue una dieta vegetariana o semplicemente vuole gustare un panino di verdure buono e nutriente.

I nuovi panini della Birreria Vecia

I nuovi panini della Birreria Vecia guardano alla ricerca di sapori anche speciali, nella migliore tradizione dello street food internazionale. Le novità per questa stagione sono:

Falafel: tutti conoscono questa pietanza mediorientale a base di polpette di legumi, dolcemente speziate e fritte. Il falafel è un piatto completo, che viene servito con pane morbido e con verdure fresche, salsa allo yogurt e un pizzico di piccante a scelta. E come di consueto il panino viene servito con le immancabili patatine per un piatto super invitante.

Panino con salmone: il salmone è un pesce azzurro che fa molto bene alla salute perché è ricco di grassi buoni come gli Omega 3. Perché non abbinare questo pesce così delicato ad un pane adatto e a delle verdure? Ecco nascere il panino al salmone della Birreria Vecia, un’alternativa fresca che può essere gustata in ogni momento, per una cena alternativa o un pranzo salutare.

Il nostro hamburger rivisitato: molto più di un hamburger, carni sceltissime e verdure speciali, per una rivisitazione fresca ma corposa del panino più famoso del mondo.

P.S. I panini della Birreria Vecia non dimenticano la tradizione e accanto alle nuove proposte ispirate al migliori street food troverai i classici panini freddi preparati con affettati e formaggi locali, per scoprire i gusti della terra se vieni da fuori zona o per una pausa di gusto in ogni momento della giornata.

P.P.S. Tutti i panini della Birreria Vecia si abbinano alle nostre birre. Chiedi informazioni al personale per scoprire quali sono le birre più adatte alla tua scelta di gusto.

Menù Panini Birreria Vecia

CHEESEBURGER :

(Cheeseburger con bacon croccante e cipolla caramellata)

PANE AL SESAMO, HAMBURGER ANGUS 180gr (100% ANGUS CERT.) LATTUGA,POMODORO,

ASIAGO Dop, cipolla caramellata, bacon croccante, cetriolo, SALSA BBQ,

SERVITO CON PATATE FRITTE* € 9,50

JOYSTINK

(Homemade panino)

PANE ARTIGIANALE, SFILACCI DI CARNE ARROSTO, MISTICANZA, PEPERONI, CIPOLLA TROPEA, SALSA YOGURT

SERVITO CON PATATE FRITTE* €. 9,50

DIRTY HARRY:

(panin onto)

PANE ARABO, SALSICCIA , CIPOLLA CARAMELLATA, PEPERONI, BACON, CETRIOLO,e SENAPE

SERVITO CON PATATE FRITTE* €. 9,50

SURFIN BIRD!

(Brisket smoked sandwich)

Pane artigianale, brisket (black angus affumicato),cipolla caramellata, misticanza, cappuccio e

salsa della casa.

SERVITO CON PATATE FRITTE* €. 12,00

LORD OF CHINATOWN:

(hamburger di salmone con avocado e salsa allo yogurt)

Pane al sesamo, hamburger di salmone, misticanza, avocado, salsa yogurt

SERVITO CON PATATE FRITTE* €. 12,00

PINK PANTHER:

(Hamburger vegetariano alle rape rosse)

Pane al sesamo, hamburger vegetale di rape rosse e carote, cappuccio, misticanza con salsa Hummus

SERVITO CON PATATE FRITTE* €. 10,00

PANINI FRESCHI CON AFFETTATO A PARTIRE DA €. 1,80

(Soppressa, speck, crudo, pancetta)

 

Marroni e castagne sono la stessa cosa?

Marroni e castagne sono la stessa cosa?

Autunno tempo di leccornie in cucina, e oggi qui alla Birreria Vecia a Piovene parliamo di castagne o meglio, della differenza fra marroni e castagne.
Alle penne più raffinate della critica culinaria non è scappata una realtà che anche noi condividiamo: le castagne sono diventate da cibo del popolo a cibo di élite, soprattutto i suoi derivati come i prodotti da forno che le hanno per protagoniste, le farine, i marron glacé e così via. Le castagne erano, un tempo, il cibo dei poveri, la base di cucina che aiutava le popolazioni più indigenti a superare gli inverni e soprattutto i periodi di carestia, perché sono buone, nutrienti ma soprattutto, decisamente sazianti.
Dopo un periodo in cui le castagne sono andate un po’ ‘fuori moda’, ora sono state riscoperte e anche definite un super cibo, perché fanno bene alla salute, sono versatili e fanno un po’ country chic.
Le castagne e i marroni sono un frutto che appartiene fortemente alla tradizione vicentina e che viene usato per preparare torte e anche per farcire le carni al forno o allo spiedo, per guarnirei primi piatti.

marroni

Ma torniamo all’inizio, ovvero i marroni e castagne sono la stessa cosa?

La riposta è assolutamente no e a ribadirlo ci aveva già pensato un regio decreto nel 1939.
Di base la castagna e il frutto selvatico del castagno, mentre i marroni provengono dagli alberi coltivati. Le castagne sono grosse e sono tipicamente schiacciate da un lato, hanno una polpa molto saporita e una buccia dura di colore scuro. I marroni sono più grossi e in un singolo riccio possiamo trovare anche tre frutti, hanno la forma di un piccolo cuore, la buccia marrone chiaro e la polpa dolce.
In Italia possiamo contare su ben 12 tipi diversi di marroni e castagne che hanno conquistato il marchio Dop e Igp, dove i maggiori sono i marroni della Val di Susa, il Marrone di Combai che viene raccolto nella Marca Trevigiana, il marrone del Monfera raccolto in Veneto nella zona fra il Grappa e il Montello e il marrone di San Zeno sulla sponda veronese del Lago di Garda. Ci sono poi i marroni di Castel del Rio a Bologna, il marrone del Mugello, il marrone di Caprese Michelangelo in provincia di Arezzo e il marrone di Roccadaspide in provincia di Avellino. Per quanto riguarda la castagna, la più famosa è forse la castagna di Cuneo, a cui fanno seguito la castagna del Monte Amiata in Toscana fra Grosseto e Siena, la castagna di Vallerana in provincia di Viterbo e la castagna di Montella in provincia di Avellino, tutte specialità provinciali che vengono celebrate nelle feste autunnali.

marroni e castagne

Le classiche spadellate d’autunno fra marroni e castagne

Marroni e castagne vengono impiegati in cucina in tante ricette. Tipica è la produzione della farina di castagna, alquanto laboriosa perché per produrne un po’ servono tanti frutti. La farina di castagne viene impiegata per fare il tipico castagnaccio, ma anche come base per dolci, frittelle e pastine.
Ma il modo più semplice e rustico per mangiare marroni e castagne è sicuramente la spadellata, ovvero la cottura sulla brace, che viene fatta con degli appositi strumenti in metallo dotati di fori. In Veneto la spadellata di marroni e castagne una grande tradizione, che accompagna i mesi autunnali e che si ripropone ogni anno in concomitanza con la festa dei Santi, a cavallo fra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre.
In questa occasione ogni paese propone in piazza stand di marroni e castagne, accompagnate da vino novello. Ma anche nelle famiglie è tradizione spadellare marroni e castagne, quindi avvolgerli in un sacco di iuta e consumarli caldi, sbucciandoli in compagnia davanti a un buon bicchiere di vino rosso.

La Birreria Vecia a Piovene vi aspetta per tutto l’autunno e l’inverno con apertura straordinaria. Il venerdì e il sabato il locale è aperto dalle 17.00 alle 2.00, mentre la domenica dalle 11.00 alle 24.00. Per prenotare il vostro tavolo cliccate qui.

Autunno cosa portiamo in cucina alla Birreria Vecia di Piovene

Autunno cosa portiamo in cucina alla Birreria Vecia di Piovene

L’autunno è arrivato alla Birreria Vecia di Piovene e il piazzale si sta colorando con il rosso, il marrone e l’oro. E’ uno spettacolo da non perdere, considerando che la Birreria Vecia di Piovene ha deciso di prolungare l’apertura anche nel periodo autunno inverno. Gli orari cambieranno, perché le fresche temperature non ci permettono più di mangiare all’aria aperta, ma il locale è stato completamente rinnovato ed è pronto per accogliere i clienti tutto l’anno!
Ma veniamo alla cucina, perché in nome della stagionalità che abbiamo scelto di seguire nella nostra cucina, consigliamo oggi quali sono i cibi che possiamo portare in tavola in autunno, una stagione di mezzo particolare, ma che offre tante ghiottonerie dolci e salate tutte da gustare.

Birreria Vecia di Piovene RocchetteAutunno: tempo di funghi

I funghi sono un prodotto tipico del nostro territorio. Quest’anno la raccolta non è stata finora delle più abbondanti, a detta di chi ama raccogliere testi regali della natura, ma possiamo portare in tavola funghi tipici come i freschi porcini, perfetti per un piatto di tagliatelle o un risotto. I funghi possono essere impiegati anche per preparare i contorni, ma anche per cuocere piatti di carne, guarnire le bruschette e le pizze.

Birreria Vecia di Piovene

Autunno tempo di zucca

La zucca è un ingrediente magico, che fa molto bene alla salute. Si tratta di un alimento povero di calorie ma che sa diventare protagonista di tante ricette salate e dolci. Su tutte, una preparazione adorabile tipica del territorio sono gli gnocchi di zucca che si preparano al cucchiaio. La polpa di zucca deve essere cotta al forno, quindi amalgamata con la farina quanto basta e con le uova. Il risultato è una pastella densa, che può essere raccolta con il cucchiaio e buttata in acqua salata. Appena gli gnocchi di zucca riaffiorano sono pronti, per essere impiattati e guarniti con semplice olio o con un sugo più intenso a base di formaggi e completato da gherigli di noci fresche.

Birreria vecia cucina Piovene

Autunno tempo di noci

E proprio le noci, che abbondano nel nostro territorio, possono diventare protagoniste della cucina d’autunno. Le ricette dolci a base di noci sono moltissime, dalle torte ai dessert al cucchiaio, ma le noci possono essere impiegate per definire le paste, per completare le insalate e rendere ogni piatto croccante e sano. Le noci sono, infatti, una preziosa fonte di omega 3, acidi grassi positivi che agiscono in modo benefico sul cuore e sulla salute della pelle.

Birreria Vecia pizze cucina

Autunno tempo di radicchio

Il radicchio è un vegetale speciale, ricchissimo di sali minerali e disponibile in tante varietà, dal verde al rosso, fino al croccante variegato e al pregiato radicchio di Chioggia. Come usare il radicchio in cucina? Qui alla Birreria Vecia di Piovene lo impieghiamo per farcire le bruschette e le pizze stagionali, in compagnia della salsiccia o del formaggio Gorgonzola, ma il radicchio si presta a diventare protagonista di risotti, paste e pasticci.

Le birre d’autunno alla Birreria Vecia di Piovene

Archiviata la calura estiva, alla Birreria Vecia di Piovene è tempo di birre corpose, che sanno accompagnare alla perfezione la cucina autunnale, densa di sapori. Ecco che le birre da preferire in abbinamento ai cibi descritti possono essere ricercate nelle ambrate o nelle doppio malto disponibili in bottiglia. L’intenso sentore di luppolo e di cereali crea, infatti, un abbinamento perfetto con piatti che hanno per protagoniste le saporite verdure di stagione, ma anche i funghi e le noci. Sicuramente la cara birra bionda non può mancare, ma con le fresche temperature e con la bontà della cucina autunnale, questo è decisamente il periodo dell’anno più adatto per provare una birra più intensa e corposa.

Mangio nutraceutico e resto in salute

Mangio nutraceutico e resto in salute

Siamo quasi giunti al termine di una stagione estiva spumeggiante e l’autunno si fa già sentire qui alla Birreria Vecia di Piovene Rocchette. Riprendiamo quindi a trattare temi che ci stanno a cuore, come l’alimentazione.

Oggi parliamo della nutraceutica, un argomento che ci interessa molto, perché conoscere quali sono gli effetti del cibo sul corpo e sulla mente è meraviglioso, così come scoprire che alcuni alimenti svolgono una funzione terapeutica sull’organismo.

Gli alimenti nutraceutici fanno decisamente bene, perché contengono delle sostanze che aiutano il corpo a prevenire l’insorgenza di malattie e patologie, anche gravi.

La nutraceutica rappresenta un settore abbastanza ‘nuovo’ in Italia, mentre negli Stati Uniti se ne parla già dagli anni ’90. La ragione è presto spiegata, perché con la crescente richiesta di cibi sani e di modellare uno stile alimentare benefico, i cibi ‘curativi’ hanno assunto un ruolo importante nelle scelte alimentari degli italiani.

La nutraceutica si lega al concetto di cibi funzionali, ovvero di cibi che dimostrano benefici fisiologici e riducono il rischio di malattie croniche attraverso le loro funzioni nutrizionali.

Un esempio semplice per chiarire. Sappiamo che i kiwi contengono elevate percentuali di vitamina C, quindi consumare questo frutto nella dieta aiuta a scongiurare l’ossidazione cellulare e rafforza il sistema immunitario. Assumendo importanti vitamine con la dieta,  si evita l’insorgenza di malattie, dal semplice raffreddore fino a patologie più serie, causate da infiammazioni o dalla degenerazione cellulare.

nutraceutica oriente

La  nutraceutica nella filosofia orientale

Ma facciamo un salto in Giappone, perché nel ‘lontano’ 1980 in questa terra già si parlava di nutraceutica e il termine usato è Foshu.

I cibi Foshu sono ‘alimenti per specifici impieghi per la salute’ ed è interessante leggere il manifesto del tempo.

Questi cibi:

  • hanno un effetto specifico sulla salute dovuto ai costituenti rilevanti in essi presenti, nel caso del kiwi all’elevato contenuto di vitamina C;
  • non presentano rischi alimentari o igienici;
  • sono privi di allergeni;

Ecco che molti alimenti consumati naturalmente in Giappone sono per loro natura dei cibi nutraceutici, e la selezione ha indotto le persone ad alimentarsi con cura e a comporre la dieta in base alla volontà di prevenire l’insorgenza delle malattie.

Nutraceutica è anche la visione della medicina tradizionale cinese, che ripone molta attenzione all’alimentazione. La composizione della dieta in Cina, secondo gli antichi dettami, chiede innanzitutto di bilanciare Yin e Yang, ma anche di alimentarsi con cibi tiepidi e dolci.

Non si tratta di mangiare un budino servito a temperatura ambiente, ma di scegliere alimenti che svolgono una funzione tiepida nell’organismo, quindi non troppo rinfrescante e nemmeno troppo riscaldante.

Esempi di cibi tiepidi sono le verdure a foglia verde, i funghi, il bambù, ma anche le carni leggere e il pesce di piccola dimensione. Il sapore dolce non è quello dello zucchero, ma quello naturale dei cibi, che svolge una funzione rasserenante sull’organismo, non stringe come i cibi amari e non disperde energie.

nutraceutica

E proprio l’energia e il suo fluire all’interno del corpo è uno dei cardini della nutraceutica in Oriente, un concetto che merita di essere approfondito da chi ama conoscere le culture asiatiche antiche, ma che si lega anche con le idee e con le ricerche occidentali. Se un cibo fa bene all’organismo, accade in italia così come in Giappone, anche se la via per dimostrarlo può essere diversa.

Ecco che la nutraceutica merita di essere approfondita nell’ottica del mangiare bene e del preservare l’organismo dalle malattie, soprattutto da quelle croniche. Alla scelta del cibo segue la giusta preparazione, che deve rispettare i principi attivi presenti nell’alimento e che non deve alterare i gusti.

Il vapore, la pentola a pressione e anche il bagnomaria sono cotture gentili, che non alterano i sapori e non bruciano le sostanze nutritive presenti nella loro composizione.

Ma questo gli italiani lo sanno bene, perché sono metodi che fanno parte della grande cultura mediterranea, quindi la nutraceutica potrebbe fare parte della nostra tradizione alimentare più di quanto immaginiamo.

Cinema all’aperto Vicenza: quattro titoli di pregio per chi resta in città

Cinema all’aperto Vicenza: quattro titoli di pregio per chi resta in città

I cinema all’aperto  Vicenza in estate sono numerosi e sanno regalare tante emozioni alle persone che amano la settima arte e vogliono gustarsi un bel film all’aria aperta. La magica cornice del prato della Chiesetta dell’Ospizio adiacente alla Birreria Vecia si prepara ad ospitare un piccolo ciclo di film, che verranno proiettati tutti i mercoledì di agosto alle ore 21.00.

Chi resta in città ma desidera vivere il territorio con mini gite può recarsi a Piovene Rocchette, approfittare della fresca aria che scende dal Monte Summano e gustarsi un ciclo di pellicole scelto davvero con cura.

Il cineforum estivo, che si chiama CineFuori, è stato organizzato dell’associazione Futuro Presente e questo mini ciclo di cinema all’aperto Vicenza sa accontentare davvero tutti i gusti. Si tratta di film per un pubblico adulto, ma l’organizzazione ha pensato a un’animazione per i bambini, quindi le famiglie possono partecipare all’evento in tutta sicurezza.

Ecco il programma in volantino.

volantino cinema all'aperto Vicenza

I titoli scelti sono di grande interesse, e tutto comincia mercoledì 2 agosto con Carnage di Roman Polanski, a seguire Crash di Paul Hoggis, Her di Spike Jonze e a concludere mercoledì 23 agosto il pluripremiato The Danish Girl di Tom Hooper.

Le pellicole affrontano temi diversi ma sono legate dal filo rosso della qualità, perché si tratta di quattro titoli che hanno ricevuto elogi dalla critica e hanno riscontrato il favore del pubblico internazionale. In più, si tratta di quattro titoli per nulla scontati, anzi, scelti decisamente con cura e con tanto amore per il cinema.

L’appuntamento è ogni mercoledì del mese di agosto per un bel cinema all’aperto, un’alternativa piacevole, che permetterà alle persone di visitare la magica cornice della Chiesetta dell’Ospizio e della Birreria Vecia di Piovene Rocchette. In caso di maltempo le pellicole verranno proiettate nella Sala della Biblioteca in Piazzale degli Alpini.

Sono buona perché lievito tanto!

Sono buona perché lievito tanto!

Per il ciclo ‘cucina’, parliamo oggi della pizza che da quest’anno ha fatto capolino fra i tavoli della Birreria Piovene. L’idea iniziale era di offrire una pizza diversa dal solito, di base croccante ma soprattutto digeribile, che potesse essere farcita con gli ingredienti classici e anche con qualche proposta innovativa.
Dopo tante meditazioni, la Birreria Piovene ha raggiunto una formula davvero speciale, che permette di gustare una pizza croccante e sottile nella versione bianca e che si propone super digeribile. Ma questa caratteristica è frutto di un lento e complesso processo di lievitazione, quindi scopriamo perché la pizza della birreria Piovene è così buona e così semplice da digerire.

Pizza Birreria Piovene il segreto? La maturazione dell’impasto

Come spiegato nei blog di cucina, la maturazione dell’impasto è un concetto che merita di essere conosciuto nel dettaglio, perché può essere applicato anche a casa, quando prepariamo da soli pizze, pani e focacce.
Un tempo i pizzaioli non ponevano tanta attenzione nella maturazione dell’impasto e il risultato era una pizza difficile da digerire e molto pesante. Con l’evoluzione della cucina moderna e con la crescente attenzione da parte dei consumatori, i pizzaioli hanno maturato più cura e più conoscenza sull’argomento e hanno compreso che, per servire una pizza buona e digeribile, la lievitazione dell’impasto è la chiave di svolta.
Se vogliamo parlare di percentuali, la bontà della pizza è, secondo gli esperti, decretata dal 60% dalla buona pasta, dal 20% dall’uso di prodotti di farcitura di elevata qualità e, dal 10% dall’arte della stesura e il restante 10% dall’arte della cottura. Tutte queste percentuali formano un 100% di pura bontà.

Scopriamo la reazione di Maillard

Oggi scopriamo un po’ di chimica, con la reazione di Maillard. Questa reazione si basa sul fatto che nei prodotti da forno (compresa la pizza) maggiore è il tempo di lievitazione e maggiore è il contenuto di aminoacidi (la parte più piccolina delle proteine) e anche di glucosio, ovvero la parte più piccola degli zuccheri complessi.
Gli enzimi che scompongono le proteine e gli zuccheri complessi possono quindi lavorare in santa pace e per molte ore se si fa levitare con cura e con tempo l’impasto della pizza. Si tratta di un lasso di tempo che va da 24 a 36 ore e la Birreria Piovene ha scelto di aspettare tanto e di far lievitare l’impasto per 36 ore prima di cuocerlo per ottenere un’ottima scomposizione di questi elementi.
Il risultato si traduce in una grande leggerezza e, grazie alla reazione di Maillard, una pizza con un impasto maturato a lungo è una pizza ‘parzialmente scomposta’, ovvero semplificata e già parzialmente digerita. Va da sè che il sistema digerente deve fare molta meno fatica per lavorare la pizza ed essa si propone leggera e facilmente digeribile, in altre parole fantastica e adatta anche alle persone più sensibili.
Vi invitiamo a scoprire la pizza della Birreria Piovene, disponibile in tanti gusti e farcita con ingredienti di ottima qualità. Ora che abbiamo scoperto la sua base così accurata non ci resta che gustare gli abbinamenti proposti, per una serata dedicata alla buona cucina e alla salute.
Ps: non dimenticate di chiedere al personale il migliore abbinamento fra pizza e birra, con le proposte di birra alla spina e birra in bottiglia, pils&love!